Obiettivo su

 

LAVORI DI RESTAURO

DELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA E

BENEDETTO

 

 

Una insolita visione dell'interno

 

Il giorno 3 giugno scorso è stata chiusa la Chiesa parrocchiale di San Giovanni per l'esecuzione dei lavori di restauro.

Abbiamo chiesto notizie al Parroco Don Pierluigi Ciccarè, i quale ci ha gentilmente risposto.

 

 

 

1) Quali lavori saranno eseguiti?

All' esterno:

- Rifacimento del tetto con impermeabilizzazione e nuova copertura,

- Restauro della torre campanaria,

- Recupero della lesione tra la sacrestia e l'abside.

All'interno:

- Consolidamento della volta,

- Recupero pittorico della volta e dell'abside,

- Consolidamento dei pilastri

2) La presenza dell'impalcatura all'interno della chiesa facilita l'esecuzione dei lavori all'altezza della volta. E' previsto qualche intervento straordinario?

Oltre a questi lavori, finanziati con la legge del terremoto, sarebbe opportuno approfittare dell'

impalcatura per:

- il rifacimento delle vetrate, costo cira 20.000 euro;

-un nuovo impianto elettrico a norma, costo circa 25.000 euro,

- ripuliturta e restauro della parte pittorica delle pareti della navata centrale (costo da definire).

 

L'abside della chiesa

 

3) Quali forme di finanziamento sono assicurate?

Finora ci sono solo i fondi del terremoto. Si spera in un intervento della Conferenza Episcopale Italiana.

4) Come ritiene si porocederà in caso di copertura insufficiente della spesa?

Si stasnno studiando i modi per recuperare le somme per la copertura della spesa. Certamente si

chiederà un contributo alle famiglie della Parrocchia.

5) Quando pensa si potrà riaprire la Chiesa?

Dio solo lo sa! Speriamo per Natale 2002.

6) C' è qualcosa di particolare che vuole comunicare ai montegiorgesi in questa circostanza?

So che la Chiesa di San Giovanni sta a cuore di tutti i montegiorgesi, e so che ne vanno fieri.

Chiedo solo una preghiera perchè il Signore ci illumini per fare bene le cose, sono sicuro che la

Provvidenza non mancherà. Grazie intanto a quanti in questi giorni hanno collaborato.

 

 

Particolare dell'abside. Il Battesimo di Gesù

 

 

 

IL TEATRO ALALEONA

 

VEDUTA ESTERNA DEL TEATRO

 

Sono ormai diversi anni che il Teatro Comunale "Domenico Alaleona" è chiuso per restauri.
Facendoci interpreti della curiosità dei montegiorgesi, e non solo,abbiamo chiesto alcune notizie all'Assessore ai Lavori Pubblici Nello Trapananti.

Queste le sue risposte.


"Prima di passare alle risposte, è doveroso precisare, anche perché all'epoca ero Assessore alla Cultura, che il Teatro è stato chiuso in data 30.11.96 poiché era scaduto il certificato di prevenzione incendi e quindi l'intera struttura non era più conforme alle norme di legge in materia di sicurezza, e quindi non utilizzabile".

D) Quali interventi sono complessivamente previsti nel progetto di restauro del Teatro?

R) I lavori necessari per restituire il Teatro alla sua funzione e per i quali esistono già i progetti sono: adeguamento della struttura architettonica relativamente alle uscite di sicurezza e vie di fuga, rifacimento dell'impianto elettrico, dell'impianto idrico e di riscaldamento lavori di ripristino, consolidamento e miglioramento sismico, restauri pittorici, acquisto di nuove attrezzature ed arredi.

 

D) Ad oggi, febbraio 2002, quali di questi lavori sono stati eseguiti e che cosa è concluso?

R) Ad oggi sono stati eseguiti i lavori di adeguamento delle uscite di sicurezza e vie di fuga, l'impianto Antincendio, l'impianto Elettrico - escluso il restauro e l'acquisto di alcuni corpi illuminanti, - l'impianto di Riscaldamento - esclusi alcuni corpi radianti e diffusori nella platea.

D) Quali sono i restanti lavori da eseguire?

R) Restano da eseguire:
a- Interventi strutturali e connessi, finanziati con L.R.61/98 (terremoto) per Euro 981.000,00 circa il cui progetto è in corso di istruttoria presso il Servizio Beni Culturali della Regione Marche.
b- Completamento finiture dell'intervento di cui al punto 1) e ignifugazione delle strutture portanti lignee.
c- Recupero architettonico, decorativo, infissi e I° stralcio attrezzature ed arredi (lettere b e c) importo complessivo pari a Euro 1.394.433,63.
d- Acquisto di attrezzature ed arredi stimato nel progetto complessivo in Euro 309.874,14.

D) C'è sufficiente disponibilità economica per terminare tutti i lavori necessari ?

R) Gli interventi di cui sopra collegati in unico progetto in corso di istruttoria presso il Servizio Beni Culturali della Regione Marche, sono finanziati con L.R. 61/98 (terremoto) per Euro 981.000,00 circa (ci è stato già erogato il contributo del 5% per le spese di progettazione) e con L.R. 43/98 (III° Millennio) per Euro 1.394.433,63 con 40% a carico della Regione Marche e 60% che verrà coperto con mutuo a carico del Comune di Montegiorgio e per il quale sono state attivate le opportune procedure.
Resta da coprire solo l'importo relativo alla lettera d) per la quale somma si può procedere anche successivamente con fondi di bilancio e possibili contributi in conto capitale per i quali ci stiamo attivando.

VEDUTA DAL LOGGIONE

 

D) Il periodo di chiusura è stato finora piuttosto lungo. Quali difficoltà si sono incontrate?

R) Il periodo di chiusura, che è la sommatoria del tempo necessario a reperire i finanziamenti, a redigere i diversi livelli progettuali, ad ottenere i dovuti pareri ed autorizzazioni, ad espletare le procedure di appalto e ad eseguire i lavori, vista la particolarità, la complessità e l'importanza dell'edificio ed il suo uso specifico, non è da considerarsi " piuttosto lungo " in maniera assoluta.
Un teatro storico è di fatto una "creatura complessa " nella quale esistono meno certezze che in altre tipologie di fabbricati in merito alla struttura architettonica, all'acustica, alla temperatura ottimale ed al ricambio dell'aria.
A questo si somma la difficoltà di coniugare le norme di sicurezza con quelle di vincolo architettonico spesso in antitesi fra loro.

R) Quando pensa che il Teatro sarà di nuovo aperto e funzionale?

R) Posso presumere che l'approvazione dell'insieme dei due progetti da parte della Regione Marche e degli organi preposti ad esprimere i pareri di competenza possa avvenire non prima dell'estate dell'anno in corso.
Si provvederà poi subito ad esperire la gara quindi all'affidamento dei lavori.
Penso che data la complessità e la mole non indifferente di lavori il Teatro possa essere riaperto per la Stagione Teatrale 2005.
Fatti salvi incidenti di percorso.

Riaprire il Teatro è uno dei principali obiettivi di tutta l'Amministrazione Comunale, dell' ufficio LL.PP e del sottoscritto in qualità di Assessore; raggiungere gli obiettivi perseguiti nei tempi che ci siamo dati costituisce sicuramente un ottimo risultato.
Stiamo dedicando il massimo impegno per restituire il Teatro, unico per importanza nel Comprensorio, alla collettività perché lo riteniamo parte integrante della nostra cultura.

PARTICOLARE DELLE DECORAZIONI DEL SOFFITTO

 

 

 

LA TORRE DE PALAZZU

Il simbolo del nostro periodico è costituito dalla così detta "torre de Palazzu" intorno alla quale sono situate due antenne paraboliche, a significare la volontà di riunire al paese tutti i montegiorgesi.
La torre, come la zona circostante, prende il nome " de palazzu " perché anticamente sorgeva nei pressi l'antico palazzo comunale. Ora il palazzo non esiste più e rimane la sola torre civica, chiamata "la torre de palazzu". In luogo del palazzo civico sorge 1' imponente mole del teatro comunale intitolato attualmente a Domenico Alaleona.
Testimone delle antiche usanze comunali è il campanone, che fino a qualche tempo fa, in ossequio ad una prescrizione degli antichi Statuti comunali, veniva suonato un' ora prima della riunione del Consiglio Comunale.
Di questi tempi il campanone tace, ha invece ripreso a scandire le ore ed i quarti d'ora (con qualche approssimazione di troppo) l'orologio pubblico, situato nella torre civica.

LA FIERA DE LU SUCCURSU

Il 21 novembre è un giorno come gli altri per qualsiasi persona, ma un Montegiorgese penserà subito alla "Fiera de lu succursu"; unica grande tradizione laica del paese che tuttora resiste ai cambiamenti portati dalla nuova organizzazione sociale.
Questa fiera, che continua a richiamare molte persone anche dai comuni vicini, ha subito molte trasformazioni nella durata come nella preparazione e nello svolgimento.
Un tempo durava tre giorni ed era l'occasione per trovare tutto ciò che normalmente non era reperibile nelle "botteghe" del paese o al mercato settimanale.
Era anche il luogo di incontro con persone, parenti ed amici lontani, funzione estremamente importante in un'epoca caratterizzata da spostamenti poco frequenti ed in genere limitati.
Mio nonno, Ciabattino, fabbricava interamente a mano le scarpe oltre a ripararle. La nonna venditrice ambulante le portava al mercato dentro una grande "canestra" di vimini, poggiata sulla testa sopra ad un fazzoletto arrotolato.
I cantastorie animavano la piazza con elaborazioni popolari di fatti di cronaca dell'epoca, raccogliendo un vasto pubblico.
Durante gli anni 60' noi bambini del paese, giocavamo tra le strutture metalliche dei banchi di vendita, queste erano montate il giorno precedente da "li spiazzì" per assicurarsi un buon posto. Alcuni trascorrevano la notte nel camioncino.
La "fiera de lu succursu" odierna inizia al mattino (neanche tanto presto!) quando alcune strade vengono chiuse al traffico automobilistico, ed intorno all'ora di pranzo è già tutto terminato, compatibilmente con le esigenze produttive e sociali dei nostri giorni.
Le occasioni di acquisti particolari una volta punto di forza della fiera sono ora disponibili continuamente nei grandi centri commerciali.
Come già accaduto in passato, il baricentro delle vicende economiche e sociali si sposta lungo le principali vie di comunicazione provocando dei mutamenti nell'organizzazione dei commerci, Da cui deriva il successo dei mercati che si svolgono nelle località costiere.


Massimo Marziali